Tommaso Buzzi

Tomaso Buzzi fu personaggio di grande cultura umanistica e letteraria, evidente nelle sue realizzazioni sotto forma di citazioni raffinate e riferimenti all’arte antica, si distinse come uno dei principali designer del novecento italiano, architetto di giardini e come restauratore/inventore oltre che arredatore di importanti palazzi nobiliari.

Buzzi ebbe relazioni molto strette con il gruppo del Novecento Milanese (Muzio, Cabiati, De Finetti) ed iniziò ben presto con Gio Ponti una collaborazione lunga e fruttuosa, che si estese dall’architettura, all’urbanistica, al design, alla partecipazione con articoli ed interventi alle pagine di “Domus”, la prestigiosa rivista fondata nel 1928 dallo stesso Ponti. Buzzi fu infatti uno dei protagonisti degli avvenimenti artistici più importanti di quegli anni (come membro fondatore del Club degli urbanisti partecipò ad esempio al famoso concorso per la sistemazione urbanistica di Milano con il progetto Forma urbis Mediolani); ebbe ruoli organizzativi di spicco in manifestazioni nazionali ed internazionali sulle arti applicate (Triennale di Milano, padiglioni dell’Enapi, Mostra Internazionale di Amsterdam, Mostra Nazionale dello Sport ecc.); tra i fondatori del Labirinto, ricoprì la carica di direttore artistico per la Venini di Venezia, collaborando attivamente con Paolo Venini, Pietro Chiesa, Giulio Rosso ed i principali artisti nel campo del vetro.

La arti applicate costituiscono uno dei terreni privilegiati in cui si concretizza la fantasia creativa di Buzzi, che si occupò della progettazione di mobili, di ceramiche, di pizzi e merletti, lampade orologi ed ogni tipo di oggetti d’arredo. Disegnatore instancabile e grande conoscitore e collezionista di opere d’arte, egli tuttavia seppe sempre accompagnare a questa veste colta una particolare attenzione al mondo dell’artigianato e della pratica di bottega, rivolgendosi spesso ad artigiani della propria terra (la Valtellina) per la cura e la definizione degli studiatissimi dettagli delle proprie opere. Non perse l’attaccamento alle origini valtellinesi nemmeno quando dal ’56 decise di ritirarsi a vivere nel convento della Scarzuola in Umbria, complesso che acquistò e restaurò in maniera sorprendente: da una parte rimase fedele nella conservazione delle strutture originarie (il convento fu fondato infatti dallo stesso S. Francesco ed è quindi uno dei più importanti luoghi legati al santo di Assisi), dall’altra creò nel parco circostante una sua “città ideale“, ispirata al tema della follia artistica, della scena teatrale e della rovina, che fa da corrispettivo profano al mondo sacro del convento. Ideata da Buzzi ripensando a tutta la propria carriera artistica ed intellettuale, la Scarzuola rimane un unicum nel panorama dell’arte e dell’architettura contemporanea italiana ed europea, come sorprendente per originalità ed invenzioni sono l’opera e la figura dell’architetto, che ancora attende di essere adeguatamente fatta conoscere e valorizzata nella sua importanza.

  • 1900 Tomaso Buzzi nasce a Sondrio il 30 settembre da una ricca famiglia della Valtellina.
  • 1917 Dopo la maturità classica a Sondrio, si iscrive al Corso di Architettura presso il Regio Istituto Tecnico Superiore di Milano.
  • 1923 Si laurea ingegnere-architetto nel 1923 e comincia la sua carriera professionale a Milano. Stringe rapporti lavorativi con altri giovani architetti, come Gio Ponti, Giovanni Muzio, Giuseppe De Finetti, entrando a far parte del gruppo che in seguito sarà definito “Novecento Milanese“.1925-26 Realizza con Ponti ed Emilio Lancia la villa “L’Ange Volant” a Garches, presso Parigi. Fonda il ‘Club degli Urbanisti’ insieme a Ponti, Alberto Alpago Novello, Ottavio Cabiati, Giuseppe De Finetti, Emilio Lancia, Michele Marelli, Giovanni Muzio e Ferdinando Reggiori, progettando la Forma Urbis Mediolani, per il concorso per il piano regolatore di Milano.1926-29 Progetto e realizzazione del grande Monumento ai caduti di Milano, in Largo Gemelli, concepito insieme a Ponti, Giovanni Muzio, Alberto Alpago Novello e Ottavio Cabiati.1927 Fonda, sul modello della austriaca Wiener Werkstätte, la società di arredamento “Il Labirinto” insieme a Ponti, Lancia, Marelli, Pietro Chiesa e Paolo Venini. Alcuni lavori della società sono presentati alla III Mostra Internazionale delle Arti decorative a Monza. Disegna una serie di cuscini, merletti, pizzi, coperte completi da tavola e da letto, tappeti, orologi, cornici, lampade, parapetti in ferro e soprattutto vetri.

    1928 Buzzi si reca in Brasile, a San Paolo. Presso il locale Liceo di Arti e Mestieri disegna e realizza con gli studenti due ambienti caratterizzati da pavimenti intarsiati. Inizia a collaborare alla rivista “Domus”, fondata nel gennaio di quell’anno da Ponti. 1930 Nella IV Triennale allestisce le sale del Brasile e presenta progetti architettonici e d’interni, mobili, ceramiche, vetri. Comincia ad interessarsi all’architettura di giardini anche a livello teorico con alcuni articoli su “Domus”.

    1931 Partecipazione alla grande Mostra del Giardino Italiano, tenutasi in Palazzo Vecchio, a Firenze.

    1931-1934 Realizza con Gio Ponti la ristrutturazione e l’arredamento completo di Villa Vittoria, dei conti Alessandro e Vittoria Contini Bonacossi, in via Valfonda a Firenze.

    1932-34 E’ direttore artistico della ditta Venini di Murano.

    1933 Partecipa alla V Triennale presentando alcuni vetri (le serie “Alga” e “Laguna”) realizzate per la Venini, cornici d’argento, orologi da tavolo, tovaglie, pizzi, merletti. Una sua grande coppa in vetro rosa, sorretta da due mani unite ai polsi, è acquistata da Mussolini.

    1934 Gio Ponti presenta su “Domus” tre progetti di Buzzi, riuniti sotto il comune titolo: Interpretazioni moderne della casa di abitazione.

    1934-37 Nel 1934 Buzzi è incaricato di importanti interventi di ristrutturazione alla villa palladiana di Maser, per Marina Volpi. Nel 1937 ristruttura e arreda la residenza di Nicoletta Visconti di Modrone, all’ultimo piano di Palazzo Papadopoli, a Venezia. Comincia in questi anni l’ingresso nel mondo dell’aristocrazia e dell’alta borghesia italiana, che ne fa il proprio architetto ufficiale. Parallelamente inizia anche il distacco dagli altri architetti (cessa la collaborazione con “Domus”) ed una sorta di volontario e rigoroso isolamento da parte di Buzzi, che rinuncia ad ogni intervento pubblico (tranne sporadiche apparizioni su riviste americane di moda, quali “Vogue” e “Harper’s Bazaar”).

    1938-1954 Diventa professore di disegno dal vero al Politecnico di Milano.

    1940 Gio Ponti, lasciando “Domus” e fondando due nuove riviste, “Stile” e “Linea”, cerca Buzzi come autorevolissimo padrino della campagna d’abbonamenti. Buzzi rifiuta accusando Ponti di essersi compromesso con il fascismo. L’attività politica di Buzzi, legata all’antifascismo, come molte altre sue radicali convinzioni, rimane realtà fortemente riservata, ancora oggi non sufficientemente svelata.

    1953-56 Realizza una delle sue ville più famose, a Nervi, vicino a Genova, per Vittorio Necchi. Si trasferisce a Roma, dedicandosi soprattutto alla ristrutturazione di grandi palazzi nobiliari.

    1956-57 Su segnalazione del marchese Paolo Misciattelli, acquista a Montegabbione (Terni) la “Scarzuola“, una chiesa e un convento del ‘200, fondato da San Francesco. Buzzi nel corso degli anni ’60 adatta alle sue esigenze la chiesa e il convento, nel quale finisce per stabilirsi raccogliendo in esso il proprio archivio, i libri e gli oggetti d’arte accumulati per tutta la vita. Nella valletta sulla quale il convento si affaccia, comincia su propri progetti la costruzione di una sorta di “città ideale” o “buzziana”, fatta di edifici teatrali e scenografici.

    1970-78 Buzzi è chiamato a sovrintendere al restauro di una parte dell’Arsenale di Venezia, dal quale trarrà ispirazione per una serie di disegni e bozzetti, parte dei quali sono stati donati alla Fondazione Cini, a Venezia.

    1981 Buzzi muore a Rapallo.

    1983 La Fondazione Cini dedica una mostra ai disegni di Buzzi.

    Principali opere architettoniche di Buzzi
    (quasi tutti i suoi progetti architettonici e di restauro comprendevano l’accurato disegno e la precisa realizzazione degli interni)

    1925-26 Con Ponti, progetto del concorso per il Ponte della Vittoria a Verona. Ancora con Ponti, concorso per progetto d’arredamento di un’ambasciata italiana all’estero (seguiranno negli anni ’50 altri lavori per ambasciate: nel 1953 in Lussemburgo e a Berlino; nel 1954 a Addis Abeba, New Delhi, Asmara, Giacarta, Tel Aviv, Tokyo e Bangkok). Sempre con Ponti, alcuni grandi centritavola per la Richard Ginori.

    1927 Con Michele Marelli, sistemazione degli edifici della Tessitura Rovelli- Marelli a Monza.

    1928 Con Marelli, ristrutturazione esterna e interna di villa Brigatti, a Castelletto di Carvico (Bergamo) e l’arredamento della Banca Agricola Italiana di Milano. Per Ugo Ojetti, parziale ristrutturazione del giardino della villa al Salviatino, a Firenze.

    1930 Concorso per il nuovo Palazzo del Governo di Sondrio.

    1931 Alcuni progetti al concorso per la cattedrale della Spezia.

    1932 Per l’Ansaldo di Genova, arredamento della motonave Bolzano.

    1932-34
    Con Ponti, concorso per la nuova stazione di Santa Maria Novella a Firenze. Concorso per la cattedrale della Spezia.

    1933 Negozio di Emilia Bellini a Firenze.

    1935
    Arredamento della villa “La Meridiana”, a Forte dei Marmi.

    1936 Villa per la marchesa Spinola Strozzi a Forte dei Marmi. Lavori per la contessa di Sangro, a Milano, in via Sant’Andrea 18.

    1936-1937 Lavori a Forte dei Marmi per donna Bice Frigerio; per il regista George Cukor, a Hollywood; a Farfa per i conti Volpi; a Gradara (Pesaro), alla Villa Forneto, per il conte Matarazzo

    1938 Lavori a Milano per Edoardo, Marcello e Raimondo Visconti di Modrone. A Sant’Ilario, presso Genova, villa per Leopoldo Pirelli; lavori a Bisuschio (Varese) per i conti Cicogna, poi per la famiglia Feltrinelli, per i conti Cini, per il conte Balduino, per donna Lidia Pignatari, per gli Agnelli, per i Gadda Conti, per i Brichetto, per i Dal Verme, per Barbò Melzi d’Eril, per il conte Spalletti, ed altri.

    1939 Progetto per il salotto e la biblioteca di Giovanni Gentile nella sua casa romana.

    1940 Villa per i Morpurgo Tagliabue a Forte dei Marmi.

    1941 Villa per i Tallarigo a Forte dei Marmi.

    1941-42 Ristrutturazione ed arredamento di Villa Gerli, del conte Paolo Gerli di Villa Gaeta, a Bellagio, sul lago di Como.

    1942 A Pallanza, Verbania, la villa per Idarica Gazzoni; l’arredamento, a Milano, di casa Feltrinelli; interventi in palazzo Gallarati Scotti, in via Manzoni 30, a Milano.

    1943 Restauro del Castello di Montaldeo (Alessandria) per i marchesi Doria (e in seguito, per gli stessi, il Castello di Mornese), e il castello di Brignano d’Adda (Bergamo) per i conti Citterio.

    1946 Appartamento per il marchese Doria in via Garibaldi 6, a Genova; villa Missiroli a Suno (Novara) per Ludovico Biraghi.

    1947-48 Arredo di casa Falk, in via Manzoni 41, a Milano; restauro del Castello di Zoagli (Genova) per i Lentati; villa di Tizzano (Parma) per Guido Visconti di Modrone e villa Edera a San Lazzaro di Savena (Bologna) per Ludovico Biraghi. Progetto per il salotto e la biblioteca di Indro Montanelli.

    1948-49 Villa Guardiola a Taormina per il senatore conte Cini e villa a Stresa (Novara) per il marchese Pallavicino.

    1949 Appartamento di Portofino per il conte Cicogna; villa Gazzoni a Bologna, per Arturo Gazzoni; il castello di Paraggi (Genova) per Anna Bonomi Bolchini; villa Belgioioso a Merate (Como) per il marchese Brivio; villa Orlando a Forte dei Marmi.

    195O Restauro e arredamento di villa Puri-Negri; l’appartamento, in via Durini 2O, a Milano, della contessa Wally Castelbarco, e quello, in Corso Venezia, di Dario Modiano; il Grande Albergo Alpino a Stresa; il Palazzo Pallavicino a Genova; la villa La Loggia a Torino, per Theo Rossi di Montelera; l’appartamento, in via Cerva 44, a Milano, di Edoardo Visconti di Modrone.

    1950-53 Villa di campagna all’Impruneta (Firenze) per la duchessa Franca di Grazzano Visconti.

    1950-58 Villa al Circeo per Lily Volpi.

    1950-60 Villa Pacelli a Forte dei Marmi.

    1951 Ristrutturazione e arredamento di casa Borletti a Milano, in via Rovani 3; villa Le Rose a Tavernuzze (Firenze) per il marchese Carlo Torrigiani, e villa Mentasti, a Capri; lavori a Cortina per i conti Cicogna, e in piazza Cadorna, a Milano, per Giorgio Valerio.

    1952 Ristrutturazione e arredo dello Sci Club Corviglia, a St. Moritz; villa Taliani a Roma, e “Lo Strozzino” a Firenze, per Donina Gnecchi.

    1952-53 Villa Varzi a San Michele di Pagana (Genova).

    1953 Villa Picozzi a Cap d’Antibes e arredo della tenuta “La Mandria” a Venaria (Torino) per Luigi Medici del Vascello. Arredamento di casa Bruno a Milano; quello di villa Borletti, in via Tasso 1 a Milano; quello in piazza del Pesce 1-2, a Firenze, per la contessa Lydia di Sangro di Buccino; quello di via Bigli, a Milano, per Anna Bonomi Bolchini, e, per la stessa, quello di villa Bonomi, a Como.

    1954 Ristrutturazione di palazzo Nasi-Agnelli in via Principe Amedeo, a Torino; lavori a Milano, via Verdi 6, per il marchese di Villahermosa; arredo del Grand Hotel Villa d’Este, sul Lago di Como, e di villa Marcello, a Jesolo, per il conte Tiberto Brandolini.

    1955 Villa Stringher a Pieve Ligure (Genova) e villa a Capri per il conte Citterio; restauri per la casa di Manzoni, in via Visconti di Modrone 16, a Milano.

    1955-56 Restauro e arredo di villa Invernizzi, a Trenzanesio (Milano), con intervento nel giardino.

    1956 Villa Pirelli, a Nervi (Genova); a Roma, il teatro La Cometa, in via Teatro Marcello 4, per Mimy Pecci Blunt (distrutto da un incendio nel 1968).

    1957 Restauro della villa di Forci (Lucca) per Zanetto Scola Camerini, e arredo di Palazzo Volpi, in via del Quirinale, a Roma, per i conti Volpi.

    1958 Tenuta di Castel Lombardo per il conte di Campello e Maria Sole Agnelli; la villa Musella a Verona per la duchessa d’Acquarone; Villa del Sole a Sanremo, per il duca Filippo d’Acquarone.

    1959 Per Felice Riva, una grande piscina sotterranea che può trasformarsi in salone per le feste e in teatro, in via Borgonuovo 21 a Milano.

    1960 Teatrino al Castello di Brignano d’Adda per i conti Citterio; villa a Trissino (Vicenza) per i conti Marzotto, e villa Lygie a Cap Martin per la famiglia Nasi.

    1961 Villa alla Cammilluccia, per il conte Marcoli.

    1964 Villa “Il Galero” ad Asolo, per il conte Rinaldo de Lord.

    1966 Villa “Chateau de l’Ermitage” a Cap d’Ail per Theo Rossi di Montelera.

    1967-69 Ricostruzione dell’interno di Palazzo del Duca d’Alba, a Madrid.

    1970 Arredamento dell’appartamento romano con vista sul Colosseo di Massimo Gargia; intervento in Palazzo Ruspoli, a Roma, committente Roberto Memmo.

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